Lezione 9 – 14 marzo 2025
Storie horror ridotte allo scheletro

Oggi al corso di scrittura creativa è venuto a trovarci un ospite d’eccezione: niente po’ po’ di meno che lo scheletro del laboratorio di scienze!
È stato proprio lui ad aver ispirato i ragazzi per la scrittura di storie che lo vedano come protagonista.
I nostri giovani scrittori si sono, infatti, cimentati nella stesura di storie in cui lo scheletro fosse uno dei personaggi chiave e, per ricevere ulteriori spunti e sollecitazioni, ottima idea è stata la lettura degli incipit di Martin lo scheletro di Triiun Laan ed Ero cattivo di Antonio Ferrara, dove uno scheletro dell’aula scolastica di anatomia vuole andare in pensione e un altro viene reso protagonista di un terribile scherzo che non pochi danni provocherà in chi lo ha calato dal secondo al primo piano della scuola.
Dalla lettura degli incipit dei due libri possiamo vedere che per rendere protagonista lo scheletro non occorre per forza raccontare una storia horror.
E se è proprio una storia horror quella che si vuol raccontare?
Allora l’importante è non renderla sanguinolenta.
“Horror = splatter” è nient’altro che uno stereotipo e una storia ben fatta può essere in grado di far venire i brividi senza una goccia di sangue versata, personaggi accoltellati e uomini e donne barbaramente uccisi



La visione di Alma, uno short film molto inquietante in cui non compare alcuna scena di violenza o di morte, ha convinto anche i più scettici.

A questo punto, tutti i nostri giovani scrittori erano pronti a scrivere la loro storia di paura (o non paura) in cui lo scheletro si ritroverà a vivere interessanti avventure.
Insomma, a proposito di caratterizzazione di personaggi, quello scelto nelle storie di oggi era proprio uno scheletro in (zero) carne e (tante) ossa





